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Alla prossima Giostra

La Storia

La Giostra del Saracino è la principale rievocazione storica della città di Arezzo. La manifestazione si svolge due volte l’anno: il penultimo sabato di giugno in edizione notturna (Giostra di San Donato) e la prima domenica di settembre in edizione diurna (Giostra della Madonna del Conforto). Il torneo cavalleresco attira migliaia di visitatori che, affascinati dal corteggio storico, si riversano nelle vie cittadine. Accalorato da centinaia di figuranti in costumi medievali e decine di cavalli, scandito dallo squillo delle chiarine e inebriato dei colori delle bandiere, il corteo è capace di far vivere alla città un tuffo nel passato e di far immergere gli aretini e i turisti in un’atmosfera singolare e festosa.

La manifestazione affonda le proprie origini nel Medioevo. Ad Arezzo giostre barocche venivano organizzate tra il Cinquecento e la fine del Seicento. I torneamenti e le giostre aretine sono descritte anche da Dante Alighieri, all’inizio del XXII Canto dell’Inferno, “Corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra”.

Sospesa nel corso del XVIII e ripresa tra il Settecento e l’Ottocento, la rievocazione scompare dal 1810, per poi fare un’apparizione nel 1904 quando fu corsa giostra in onore di Francesco Petrarca.
Dal 1931, anno in cui è stata ufficialmente ripristinata, ad eccezione dell’interruzione legata alla Seconda Guerra mondiale, la Giostra del Saracino si corre regolarmente ogni anno sulla lizza di Piazza Grande, il cuore della cittadella toscana.

Il torneo cavalleresco è stato poi celebrato nel corso dei secoli, in occasione di visite di personalità importanti, per accogliere regnanti, principi e cardinali, ma anche per solennizzare ricorrenze civili di rilievo come i matrimoni nobiliari.

Oggi la Giostra del Saracino è una festa di popolo attesa da ogni aretino che per tutto l’anno, attraverso le attività dei quartieri, mantiene in vita una tradizione lunga secoli, risvegliando nelle generazioni di piccoli aretini uno spirito identitario e di appartenenza alla fede che lega ciascun quartierista ai colori del proprio quartiere.

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